


Custode gioioso della cultura Huni Kuin. Innovatore musicale. Promotore di movimenti dedicati alla salvaguardia e alla continuità delle tradizioni.
Uomo medicina. Guardiano dello spazio sacro delle cerimonie.
Mi chiamo Tuim Nova Era e sono nato e cresciuto nella terra indigena Huni Kuin, lungo il fiume Humaitá, nello stato di Acre, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana. Provengo da una discendenza ancestrale di pajés (sciamani) e txanás (guardiani spirituali) e sono il leader del villaggio Huni Kuin di Espelho da Vida.
Il mio cammino è iniziato come agente agroforestale, ma dal 2000 la mia missione si è orientata verso il recupero e la rivitalizzazione della cultura del mio popolo. Durante gli studi a Rio Branco con il Climate Policy Institute, ho viaggiato e incontrato popoli indigeni di molte etnie diverse. Da questi incontri è nata la consapevolezza che anche la mia gente stava perdendo il contatto con usi e tradizioni. È stato allora che ho scelto di impegnarmi profondamente nel recupero delle conoscenze custodite dagli anziani: l’uso medicinale del Rapé; la cerimonia di guarigione del Nixi Pae (Ayahuasca) con i suoi canti sacri; la dieta muká; l’arte della pittura corporea con il jenipapo; e la danza Katxanawa, rituale di abbondanza e fertilità.
Ho avuto un ruolo decisivo nel rilancio dell’uso sacro del nixi pae nella terra indigena e nella ricerca e nel recupero dei canti tradizionali insieme agli anziani e ai custodi della conoscenza di altri territori. Questo processo ha riconnesso persone di ogni generazione — dagli anziani ai giovani fino ai bambini — con le proprie radici. Ho sostenuto con forza anche il movimento delle donne nel mio territorio, riconoscendo nella forza femminile un pilastro per preservare la cultura, prendersi cura della vita e rafforzare il benessere collettivo. Oggi molti giovani txanás seguono il mio esempio, impegnati a condividere con il mondo il sapere ancestrale del nostro popolo.
Ho introdotto anche un elemento nuovo nella nostra tradizione, unendo la chitarra ai canti sacri, e sono stato tra i primi a portare la preghiera Huni Kuin Pasha Dume con accompagnamento strumentale. Nel 2023 ho pubblicato il mio primo album, O Sopro da Floresta (Il respiro della foresta), in cui ho raccolto la ricchezza spirituale e musicale della cultura amazzonica Huni Kuin, intrecciando canti tradizionali e influenze contemporanee. Per me la musica è un ponte tra la saggezza ancestrale e forme capaci di raggiungere nuovi pubblici.
Da allora continuo a guidare cerimonie con le medicine della foresta, sia nel mio villaggio sia oltre i suoi confini. Mi considero un apprendista eterno delle piante di guarigione e dei canti sacri del mio popolo. Lavoro a stretto contatto con mia figlia, Yeke Kaya Huni Kuin, coordinatrice delle donne del villaggio Espelho da Vida e profondamente impegnata nell’apprendimento e nella trasmissione dei canti e delle tradizioni sacre, e con mia zia, Dona Txima Huni Kuin, affinché questa linea sacra continui a vivere attraverso i legami familiari.
Attraverso questi insegnamenti e il nostro lavoro musicale, abbiamo portato le tradizioni Huni Kuin in contesti internazionali, partecipando a cerimonie, workshop ed eventi culturali in Europa e oltre, condividendo la nostra saggezza ancestrale con un pubblico globale.
Sono fondatore del Centro Hiwea Kiri Keisiti per lo studio delle medicine tradizionali e, nel 2017, ho creato l’Instituto Centro Espelho da Vida, un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla preservazione della nostra cultura, alla protezione della foresta e alla promozione della cura dell’ambiente. Attraverso imprenditoria sociale, esperienze immersive nel villaggio e cerimonie in Brasile e all’estero, la mia missione è generare benefici concreti per la mia comunità, coltivando benessere, autonomia e resilienza spirituale.
Gli Huni Kuin, conosciuti anche come Kaxinawá, sono un popolo indigeno dell’Amazzonia occidentale, presente nel Brasile occidentale — soprattutto nello stato di Acre — e nel Perù orientale. Il nome Huni Kuin significa “persone vere” o “persone con tradizioni”, una definizione preferita rispetto a Kaxinawá, termine associato a significati dispregiativi come “popolo dei pipistrelli”. Le stime attuali indicano una popolazione di circa 10.000 persone, distribuite lungo fiumi come Purus, Tarauacá, Jordão e Muru in Brasile, e Purus e Curanja in Perù.
La storia degli Huni Kuin è profondamente radicata nella cultura della foresta. Appartengono alla famiglia linguistica Pano e condividono legami ancestrali con altri popoli amazzonici. La loro presenza nel territorio resiste nonostante la marginalizzazione storica e le minacce della deforestazione e dell’agrobusiness. Gli sforzi recenti del governo brasiliano e delle organizzazioni indigene mirano alla demarcazione delle terre ancestrali, in una lotta ancora in corso e riconosciuta dalla Costituzione brasiliana del 1988.
L’organizzazione sociale degli Huni Kuin si fonda su piccoli villaggi, spesso raggiungibili solo via fiume. Le comunità sono strutturate da legami di parentela e rituali collettivi. La leadership è meno gerarchica, e l’equilibrio nasce da relazioni spirituali e familiari. Il loro modo di vivere, ñembiguá, è inseparabile dalla foresta: vita quotidiana, caccia, raccolta, agricoltura e ritualità si intrecciano in un unico tessuto.
La lingua, Hãtxa Kuin, è parte essenziale della loro identità. Si tratta di una lingua pano trasmessa oralmente di generazione in generazione, con bassi livelli di alfabetizzazione in portoghese o spagnolo. La tradizione orale custodisce cosmologia, miti, storia e medicina. Racconti, canti e incontri cerimoniali non sono solo espressioni culturali, ma veri guardiani della loro visione del mondo.
Questa visione informa anche la profonda conoscenza delle piante medicinali e delle tradizioni sciamaniche. I pajés affrontano iniziazioni rigorose, tra cui viaggi solitari nella foresta e incontri con esseri spirituali, fino a ottenere saperi sacri come l’uso del muká (spirito della foresta). Centrale nelle pratiche di guarigione è il Nixi Pae (Ayahuasca), assunto in contesti rituali in cui i canti Huni Meka guidano visioni e trasformazioni. Tra le medicine complementari vi sono il Kambó, secrezione della rana gigante usata per purificazione e rinnovamento; la Sananga, gocce oculari preparate con radici della foresta che affinano la visione fisica e spirituale; e il Rapé, tabacco sacro in polvere impiegato per purificazione e concentrazione.
La spiritualità permea ogni aspetto della vita Huni Kuin. Rituali come il Nixi Pae aprono varchi verso altri piani, dove canti, sogni e miti si incontrano. Queste cerimonie rafforzano coesione e identità ancestrale. Anche l’espressione artistica — pittura corporea, perline e tessuti — non è semplice ornamento, ma cosmologia vivente. I disegni geometrici kêne, intrecciati in amache e cesti, incarnano fertilità, riti di caccia e significati cosmologici. Nel 2022, il Ministero della Cultura peruviano ha riconosciuto la tessitura kêne come parte del Patrimonio Culturale della Nazione.
Musica, canto, tessitura e cerimonia si incontrano ogni anno nell’Encontro de Cultura Huni Kuin, che si svolge nel villaggio Boa Vista, ad Acre. Con la presenza di rappresentanti di circa quaranta villaggi, il festival unisce canto, sapere tradizionale e scambio spirituale. È organizzato dall’Instituto Indígena Huni Kuin Yube Inu e richiama l’attenzione internazionale sulla loro cultura e sulle sfide ecologiche.
L’agricoltura e la sussistenza riflettono pratiche forestali adattabili. Si coltivano manioca, banane e platani con tecniche di taglia e brucia, accanto a caccia, pesca e raccolta. Le donne realizzano ceramiche d’uso, amache e ornamenti di perline, mentre gli uomini intagliano strumenti, lavorano le piume e preparano i regali cerimoniali. Queste attività sostengono insieme la vita quotidiana e la continuità culturale.
Gli Huni Kuin sono attivi anche nell’arte contemporanea e nello scambio culturale attraverso movimenti come MAHKU, collettivo di artisti e ricercatori Huni Kuin. Le loro opere traducono canti rituali e immagini cosmologiche in murales,