
Sacred Medicine Advisor, guida formata dalle piante e scrittrice, il suo cammino è stato segnato dalla malattia, dalle dieta e da un contatto diretto con il mondo dello spirito. A 30 anni, mentre lavorava come assistente di ricerca alla Harvard Medical School, ha ricevuto una diagnosi di sclerodermia, una malattia autoimmune terminale. Per anni è rimasta costretta a letto e, per otto di questi, ha usato una sedia a rotelle. Dopo aver provato quasi tutto ciò che la medicina occidentale e quella esoterica potevano offrire, ha bevuto Ayahuasca da sola nel suo appartamento, per disperazione, seguendo un’intelligenza che allora non sapeva ancora comprendere. Quel momento ha cambiato tutto.
Cresciuta in una famiglia adottiva evangelica bianca e dentro una cultura che non la vedeva, non la riconosceva e non rifletteva la sua verità, ha attraversato molte forme di marginalità. Queer, coreana, adottata in modo transrazziale, disabile, vittima di abuso sessuale, detransizionata, dotata e segnata spiritualmente, ha trascorso gran parte della vita sopravvivendo in realtà a cui non era destinata ad appartenere, muovendosi tra Corea, California, Arkansas e Boston. Quando la medicina delle piante le ha permesso di ricordare il sé che non aveva mai davvero perduto, ha compreso che la sua storia poteva essere riscritta da condanna a destino, e che poteva accompagnare altre persone nei loro territori interiori.
Negli ultimi 12 anni ha completato dieta con 11 piante maestre e sta attualmente concludendo due dieta annuali in parallelo con Noya Rao e Niwe Rao, sotto la guida della Maestra Maricela nella tradizione Shipibo. Porta il nome Shipibo Inkanñabhi, che significa “Harmonious Beauty of the Marosa”. Non si definisce una custode di lignaggio, ma ऑनora la tradizione, i maestri e le piante come insegnanti. La sua formazione spirituale attinge anche all’ascendenza sciamanica coreana, alle cosmologie Kirati e tibetane, a lignaggi mitici e filosofici, e al contatto diretto con intelligenze non umane e cosmiche.
Il suo lavoro nasce sia da ciò che ha sostenuto la guarigione sia da ciò che ha causato danno. Ha imparato da guaritori straordinari e da figure dannose, da Dr. Gabor Maté e dai ricercatori psichedelici di Harvard fino a sciamani che maneggiano l’ombra, portando con sé insegnamenti sul potere della medicina e sul suo possibile abuso. Non propone una visione romantica della guarigione: offre verità. La trasformazione autentica richiede integrità, discernimento e il coraggio di ricostruire la vita a partire dall’anima.
Offre sessioni individuali tramite Nectara dedicate a integrazione psichedelica, preparazione e coaching. È disponibile una tariffa a scorrimento per favorire l’accessibilità.
Lavora al meglio con persone che hanno riconosciuto il proprio bisogno di guarigione e sentono di essere pronte a crescere, sia che abbiano già percorso questa strada da decenni sia che stiano iniziando ora. È particolarmente chiamata a sostenere chi vive nello spazio intermedio: persone brillanti e fraintese, marginalizzate, sospese tra mondi, o che percepiscono un’intelligenza muoversi nella propria vita ma non hanno parole, lignaggio o comunità per darle forma. Tra i suoi clienti ci sono spesso creativi, mistici, outsider culturali o persone che portano nel corpo fratture precoci, traumi complessi, ferite da adozione, frammentazione identitaria o la stanchezza silenziosa di chi ha sempre tenuto tutto insieme. Accompagna anche chi attraversa soglie spirituali attraverso lutto, transizioni e rotture dell’anima. Molti arrivano in risonanza con la sua storia, riconoscendo una sensibilità, una lucidità o un senso di esilio condivisi. Cammina accanto a chi non era rotto, ma semplicemente non visto.
Il suo lavoro è relazionale, intuitivo e fondato su un ascolto profondo. Non si affida a un solo metodo o a una sola tradizione. Guida invece le persone attraverso un processo olistico plasmato dall’iniziazione indigena con le piante, dal lavoro somatico e narrativo, da cornici occidentali informate sul trauma e dall’intelligenza vissuta del proprio percorso di guarigione. Incontra ogni persona come una costellazione intera — umana, ancestrale, energetica e mitica — lasciando che il lavoro emerga da ciò che è presente, entro un arco più ampio di trasformazione.
Durante la sessione si sintonizza su un campo di sostegno più vasto della sola storia umana: l’intelligenza a cui si è affidata attraverso dieta, cerimonia e iniziazione vissuta. Osserva ciò che accade nel sistema nervoso, nel corpo energetico e nella trama invisibile che si cela sotto il racconto esplicito. Nessuna sessione è uguale all’altra. Ogni percorso procede al ritmo del corpo, così che possa dispiegarsi nel proprio tempo. L’obiettivo non è diventare qualcun altro, ma integrare le parti di sé che sanno già chi si è.