
Fin da bambino sentivo di essere un po’ diverso dalla maggior parte dei coetanei, anche se allora non sapevo ancora dare un nome a questa sensazione. Mi sembrava di avere molti talenti e di muovermi con naturalezza in contesti diversi, ma mancava una guida per comprendere davvero la mia personalità.
A 36 anni la mia vita è cambiata per sempre, quando ho perso entrambi i genitori a causa del cancro. Quel dolore ha spezzato la mia sicurezza più profonda, lasciandomi senza il rifugio della famiglia e costringendomi ad affrontare la vita da solo. In quel momento ho capito che dovevo trovare dentro di me la stessa sensazione di protezione, e così è iniziata la mia ricerca.
All’epoca avevo la fortuna di lavorare per un’azienda che offriva ai dipendenti numerosi percorsi di formazione personale, e ho colto pienamente questa opportunità. Mentre esploravo me stesso, iniziavo anche a guardare il mondo con occhi diversi. Pur avendo la possibilità di contribuire a importanti progetti di innovazione, vedevo anche il lato oscuro di un ambiente orientato alla carriera: avidità, denaro facile e interesse personale. Valori che non risuonavano con la mia visione interiore, così ho scelto di andarmene.
Senza lavoro e senza reddito, ho intrapreso un profondo esercizio di autoindagine. Ricordo ancora il grande foglio appeso alla parete del soggiorno, pieno di talenti, valori, interessi, cose che desideravo sperimentare e attività che mi davano energia. Cercavo il nucleo di tutto: i miei doni naturali e la mia missione di vita. È stato un processo potente sotto ogni aspetto, che consiglierei a chiunque.
In quei momenti di silenzio è emerso tutto: il panico, il senso di libertà, la rabbia verso un sistema che non sempre ci sostiene, la tristezza, la gioia e, infine, la comprensione. Ho capito che tutte queste emozioni hanno bisogno di spazio per manifestarsi e che quelle represse possono diventare dannose. La razionalità è utile nelle situazioni di lotta o fuga, ma da sola non basta per guidare una vita piena di significato.
Ho iniziato anche a comprendere meglio l’alta sensibilità e le risorse che può portare con sé. Ogni talento ha un lato ombra, ma questo non significa doverci “aggiustare” come spesso suggerisce il mondo del lavoro. La consapevolezza è sufficiente.
Tra i desideri della mia lista c’era anche il volontariato, così ho collaborato con un’organizzazione non profit attiva nella filiera corta alimentare. In seguito mi hanno assunto per 23 ore alla settimana. In quel periodo ho studiato NLP, sono diventato coach indipendente e ho insegnato in una scuola di management, perché aiutare le persone era ormai parte della mia missione.
Quando ho riconosciuto nel mondo non profit gli stessi schemi già visti nell’ambiente dominato dal denaro, ho seguito la strada che era emersa durante il mio periodo di quiete e me ne sono andato di nuovo, ancora una volta senza reddito. In quel periodo studiavo anche alimentazione sana, permacultura, erbe spontanee, vita autosufficiente e cura naturale. Ho abbandonato i farmaci, smesso di usare prodotti chimici sul corpo, rimosso le otturazioni in amalgama, ridotto l’uso della plastica persino per conservare il cibo, coltivato il mio orto, iniziato a mangiare solo biologico e, infine, sono diventato vegano.
Tutto questo mi ha preparato a ciò che è venuto dopo. Ho venduto tutto in Belgio e ho trovato un luogo meraviglioso in Francia, con l’intenzione di vivere più vicino alla natura, in modo più indipendente e autonomo, e con una salute migliore. Il mio focus è su ciò che conta davvero: coltivare il cibo, dedicare tempo alla preparazione di pasti nutrienti, vivere il momento presente, connettermi con la natura e l’universo e condividere tutto questo con gli altri.
Abriecosy è ancora un progetto in evoluzione, ma vi lavoro ogni giorno per avvicinarlo alla mia visione:
Abriecosy è un luogo in cui le persone che sentono questa chiamata sono accolte con calore per godere, guarire, partecipare, sognare, sostenere e arricchire l’idea di un mondo diverso, dove il sostegno reciproco è centrale e il dono è l’azione principale. È uno spazio dedicato all’arte di essere se stessi e di nutrire il corpo con rispetto e buon cibo. Solo così possiamo fare lo stesso anche per gli altri e per la splendida natura di cui facciamo parte.